L’art. 23, comma 4, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, cosiddetto “decreto Salva Italia”, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 “Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici” aggiunge il comma 3bis all’art. 33 del decreto legislativo 163/2006 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE". Il nuovo comma prevede che “i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti ricadenti nel territorio di ciascuna Provincia affidino obbligatoriamente ad un'unica ad un'unica centrale di committenza l'acquisizione di lavori, servizi e forniture nell'ambito delle unioni dei Comuni, ovvero costituiscano un apposito accordo consortile tra i Comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici. In alternativa, gli stessi Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da altre centrali di committenza di riferimento, ivi comprese le convenzioni di cui all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e il mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui all'articolo 328 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207”

 

introdotto dalla Legge c.d. di Spending Review e dalla Legge di Stabilità 2013 in riferimento a Mercato Elettronico, Convenzioni Consip, Centrali di Committenza e cooperazione sociale di tipo B